Fispmed UN NUOVO STRUMENTO DI LAVORO PER IL COINVOLGIMENTO ATTIVO DEGLI ATTORI SOCIALI NEL SOSTENERE GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE E LA LOTTA ALLA POVERTÀ’ E IMPLEMENTARE L’ATTUAZIONE DEL PIANO PER LA DIFESA E LO SVILUPPO DEL MEDITERRANEO ALLARGATO NELL'AMBITO DELLA CONVENZIONE DI BARCELLONA

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OBIETTIVO GENERALE:

Il progetto è finalizzato allo sviluppo e rafforzamento del network FISPMED. Il Network configuratosi nella FISPMED (Federazione Internazionale per lo sviluppo sostenibile e la lotta alla povertà nel Mediterraneo Mar Nero), dedicato alla cooperazione fra attori non statali ed enti locali, ovvero tra associazioni culturali e ambientali, rappresentanze di categoria, istituzioni pubbliche e private locali e agenzie governative, dovrà contribuire allo scambio di informazioni e conoscenze tecniche legate alle problematiche ambientali, individuando soluzioni e segnalando buone pratiche anche con l'attivazione e la promozione di forum come luoghi di incontro e di confronto, attività di monitoraggio e analisi dello stato dell'ambiente nel Mediterraneo, delle normative legislative e delle conoscenze e delle applicazioni tecnologiche raggiunte.

Il network intende favorire la conoscenza e la cooperazione in un clima di partnership e solidarietà, promuovendo ed applicando concretamente il concetto strategico della partecipazione nello sviluppo sostenibile locale del territorio.

Avendo come riferimento i principi guida dell'Agenda 21 che richiedono alle amministrazioni pubbliche da un lato di rendere più agili e più accessibili le proprie strutture burocratiche e snellire gli iter procedurali, dall'altro di essere sempre più energiche nello stimolare – attraverso la circolazione di informazioni e la creazione di momenti di confronto civile – la partecipazione e l'interesse della comunità alle scelte sulle politiche di sviluppo.

Ogni amministrazione pubblica ha infatti la necessità di operare scelte in modo continuo e, almeno negli intenti, efficace; queste condizioni spesso contrastano però con la possibilità di dare spazio alla consultazione per vagliare la validità delle linee guida che l'amministrazione stessa si imputa nello svolgimento del proprio compito.

Tuttavia i processi decisionali istituzionali, ancorché di diretta competenza dei rappresentanti democratici, possono e devono tener conto degli interessi di tutte le parti in gioco, dalle più forti alle più deboli, stimolando un meccanismo di partecipazione consapevole.

L'eccessiva burocratizzazione della "cosa pubblica" e la mancanza di consapevolezza sui problemi da affrontare, conducono inevitabilmente alla impossibilità della popolazione ad essere coinvolta nella scelta e nell'indirizzo di obiettivi e priorità, anche di quelli che la riguardano più da vicino e che possono condizionare lo stile di vita, il livello di benessere, lo spazio naturale e costruito.

L'obiettivo della "democratizzazione" e della partecipazione civile nel disegno del modello di sviluppo ha enorme importanza: richiede il coinvolgimento attivo delle organizzazioni per la difesa del cittadino, delle associazioni sindacali e di varie realtà della società civile. Ugualmente richiede un governo locale trasparente, reattivo, responsabile.

OBIETTIVO/I SPECIFICO/I:

§ Monitorare gli investimenti che nella regione e che hanno un impatto sul territorio di carattere sociale ed ambientale 

§ Accrescere la partecipazione cittadina nelle scelte di sviluppo territoriale in contesti dove la democrazia locale è debole o non-organizzata;

§ Promuovere scambi di buone pratiche e saperi tra iniziative cittadine per la pianificazione partecipata tra Europa e paesi della riva sud del Mediterraneo;

§ la costruzione di una partnership con il Consiglio dei Paesi del Mar Baltico (CBSS) per studiare l'esperienze realizzate dal Baltic21 network e tradurle in azioni concrete per il mediterraneo-Mar Nero;

§ L'analisi delle politiche (soggetti, programmi, metodologie, tecniche, target-groups, ecc.) incentrate sulla gestione e diffusione dell'informazione ambientale, sviluppate a livello locale ;

§ L'analisi delle iniziative avviate nel campo della sensibilizzazione, dell'educazione e della formazione in materia ambientale ;

§ L'analisi delle azioni intraprese in campo ambientale a livello locale, con specifico riferimento alle relazioni con i due campi di attività precedenti, per verificarne influenze, coordinamento, meccanismi di feed-back, ecc. ;

§ L'analisi dei processi di coinvolgimento dei soggetti sociali strutturati nelle politiche ambientali;

§ l monitoraggio e confronto delle azioni che afferiscono ai temi sopra esposti nel bacino del Mediterraneo, con particolare attenzione alle situazioni in cui è in fase di costruzione uno schema di coordinamento per la sostenibilità (Agenda 21 Locale, Strategia per la Sostenibilità, AGENDA 2030 ecc.);

§ La messa in rete delle singole esperienze e dei soggetti locali (pubblici e privati) per promuovere lo scambio ed il confronto, la cooperazione ed il coordinamento, le sinergie e la progettualità in comune;

§ La promozione di iniziative nel campo della sensibilizzazione, educazione e formazione ambientale a partire dalla realizzazione di un museo dell'ambiente e del territorio Mediterraneo;

§ La diffusione delle buone pratiche ambientali in campo imprenditoriale, nei temi guida della cooperazione nel campo dell'energia, della gestione e uso delle acque, gestione ed uso dei territori, anche costituendo uno specifico fondo di microcredito per l'avvio di piccole imprese nei paesi terzi di stampo cooperativistico;

§ La realizzazione dei primi tre progetti pilota; gestione di un fondo per il Microcredito contro la Povertà, l' Ecomuseo del Mediterraneo un polo informativo sulle politica di salvaguardia di Venezia e della sua laguna-paradigma universale di sostenibilità e resilienza;

§ L'individuazione di altri e specifici finanziamenti, anche con la partecipazione a bandi europei o risorse private.

Nell'ambito di tali obiettivi il progetto prevederà una serie di azioni che arricchiranno modularmente il territorio di attrezzature, procedure e competenze (come di seguito indicato).

Tali azioni tendono a:

o migliorare gli equilibri tra protezionismo e sviluppo delle zone costiere, oggi progressivamente interessate da grandi fenomeni di distorsione ambientale;

o favorire l'afflusso di risorse umane e finanziarie verso il turismo sostenibile e in particolare definire e collaudare i parametri di sviluppo di un turismo d'ambiente sostenibile;

o integrare l'offerta culturale e di prodotti di formazione ambientale su scala sovranazionale

o uniformare gli standard tecnologici e le metodologie dei vari partner intorno a un campo di applicazione specifico e concreto;

o determinare, su scala locale, la capacità di autoalimentare attività ispirate dal progetto e di esportarle in territori vicini. In questo senso, il progetto si configura come un sistema capace di coordinare una "rete di reti".

In tutte le fasi del programma di attivazione e di funzionamento dei nodi/redazioni territoriali, si verificheranno le condizioni per una collaborazione culturale, finanziaria e di gestione con enti e istituzioni pubbliche e private, operanti:

o nel sistema della formazione (e in particolare quello scolastico);

o nel sistema delle aree costiere e marine protette;

o nelle aree di emergenza ambientale (positiva e negativa);

o nel sistema di ricerca universitario e industriale;

o nel sistema turistico e delle attività del tempo libero;

o nel sistema della comunicazione.

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